L’arte per costruire ponti

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Siamo andati a trovare l’artista Roberta Billié alla lezione aperta in una delle scuole coinvolte nel progetto Mus-e Torino. Questo evento conclude il percorso di 30 ore del laboratorio Mus-e di arti visive proposto da Roberta e intitolato ‘altri Modi altri Mondi. Le abbiamo chiesto di raccontarci della sua esperienza come Artista Mus-e, e dell’uso dell’arte come strumento per l’inclusione.

Ancor prima di iniziare a parlare con Roberta, abbiamo sperimentato direttamente come la lezione aperta faccia emergere la possibilità di innescare processi di inclusione attraverso l’arte! Infatti, genitori e bambini hanno lavorato insieme alla stesura di un lungo striscione colorato, condividendo lo spazio di lavoro, i materiali e la concezione dell’insieme.

Alla fine della lezione aperta Roberta ci ha raccontato come l’arte sia un veicolo di mediazione e dialogo. Ad esempio, ci ha parlato del successo avuto con l’inclusione al gruppo classe di un bambino con diagnosi di autismo attraverso l’uso della pittura. Prendendo spunto dal fatto che il bambino dipingeva principalmente pulcini, prima lavorando in gruppi piccoli e poi con l’intera classe, Roberta ha trasformato questo elemento in una opportunità invitando tutti i bambini a disegnare dei pulcini. Questo esercizio ha permesso ai bambini di trovare nell’elemento grafico il punto di incontro, innescando un avvicinamento naturale da parte di entrambi le parti, sia del gruppo classe che del bambino.

Infine, Roberta ci ha raccontato dell’importanza della sua formazione come arte-terapeuta, e di come tale formazione le offra degli strumenti specifici per innescare processi di inclusione e di incontro. Ci ha parlato sul laboratorio Mus-e rivolto a bambini e genitori chiamato ‘Pitturiamo in Famiglia’, un progetto speciale indirizzato alle famiglie e tenuto in orario extra scolastico nel 2017. Il percorso didattico è stato seguito da Roberta, allestito presso una mensa nel quartiere di Falchera; è durato 30 ore ed è culminato con l’allestimento della mostraInterpretando”. Roberta ci racconta altri dettagli del laboratorio: ‘I genitori portavano immagini a loro scelta: chi portava persone a cui erano affezionati, o il gatto, il cane… erano liberi. Io insegnavo solo la tecnica, perché loro erano interessati a questo tipo di apprendimento : ma dire loro ‘dipingi con delicatezza, fallo con amore’ già serve per far sì che le persone si muovano diversamente, perché parlo di delicatezza e di amore’.

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